Scavi archeologici di Ercolano

L’area archeologica di Ercolano, insieme con quella di Pompei, costituisce uno dei siti patrimonio dell’Unesco.

Scavi archeologici di Ercolano

Ercolano era originariamente una città di cultura e lingua greca, come ancora testimoniato dal suo nome, che deriva dall’eroe greco Ercole. Questa cittadina era più piccola di Pompei, ma ancora più prospera. Era dimora estiva di molte famiglie patrizie e vi sorgevano perciò numerose case di pregevolissima fattura e finemente decorate.

Scavi di Ercolano
Collegio degli augustali a Ercolano
Agriturismo vicino a Vesuvio ed Ercolano

Agriturismo vicino agli scavi di Ercolano

Oggi gli scavi di Ercolano sono parte del sito del Patrimonio Mondiale Unesco chiamato zona archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Uno dei principali gioielli della città antica, spesso purtroppo chiuso per periodiche operazionei di restauro, è la cosiddetta Villa dei Papiri. La villa presentava una ricca e complessa architettura ed una serie di capolavori d’arte, alcuni dei quali sono attualmente esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Ercolano è raggiungibile in macchina dall’agriturismo La Morella in circa un’ora di macchina (Google Maps). Per gli ospiti che alloggiano al nostro agriturismo può essere consigliabile abbinare la visita agli scavi ad una visita al cratere del Vesuvio o qualcun’altra delle più belle località della Campania da noi consigliate.

Sul sito della Soprintendenza di Pompei potrete trovare altre informazioni utili per la vostra visita agli scavi di Ercolano.

STORIA DEGLI SCAVI DI ERCOLANO

Scoperti per caso agli inizi del Settecento, solamente nel 1828 furono autorizzati gli scavi a cielo aperto, che proseguirono sino al 1875. Da quell’anno, e sino al 1927, gli scavi furono interrotti. In quell’anno ripresero fino al 1958, quando ormai tutta l’area dell’attuale parco archeologico era stata riportata alla luce.

Gli scavi, poi, ripresero negli anni Sessanta, per riportare alla luce nuove aree. Proprio durante tali scavi, venne portata alla luce la barca di legno oggi conservata presso l’Ufficio Scavi di Ercolano. Successivamente, fra il 1996 e il 1998, nuovi lavori sono stati eseguiti, principalmente per collegare i vecchi e i nuovi scavi.

Nonostante i lavori sin qui eseguiti, molte strutture si trovano ancora seppellite in terreni ancora non espropriati. Inoltre, per garantire l’integrità degli scavi, delle pompe mantengono sottocontrollo la falda.

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