I vini della masseria La Morella

Dai vigneti della masseria La Morella nascono i vini biologici Morella rossoMorella biancoMorella rosato

I vini della masseria La Morella

La produzione di vino è un’antica tradizione presso l’attuale Agriturismo Masseria La Morella, come dimostra l’antica cantina che ospita oggi le nostre degustazioni di vino biologico. La masseria La Morella produce dalle proprie uve circa 5.000 bottiglie l’anno di vino rosso. I suoi vigneti, per una dimensione complessiva di circa due ettari, sono ubicati nei dintorni dell’agriturismo.

MORELLA ROSSO IGP
Il rosso de La Morella

Grazie alle uve della varietà aglianico coltivate nel nostro vigneto, produciamo un ottimo vino rosso da tavola, il Morella rosso.

Uva: aglianico 100%
Bottiglie: 750
Vinificazione: acciaio

Rosso vivo e di buona trasparenza, naso di ciliegia e piccoli frutti rossi del sottobosco, con sentori di pepe nero, al gusto è ampio in freschezza e con tannini sottili.

MORELLA BIANCO IGP
Il bianco de La Morella

Con le uve della varietà falanghina prelevate da altre aziende locali, viene prodotto anche un vino bianco, il Morella bianco.

Uva: falanghina 100%
Bottiglie: 1.000
Vinificazione: acciaio

Colore giallo con riflessi verdolini, al naso si distinguono note floreali e di frutta bianca, tipiche del vitigno. Al palato si presenta diretto e sapido con chiusura dolce.

MORELLA ROSATO IGP
Il rosato de La Morella

Dalle uve della varietà aglianico prodotte nei vigneti della masseria, viene prodotto il vino rosato della azienda, il Morella rosato.

Uva: aglianico 100%
Bottiglie: 500
Vinificazione: acciaio

Alla vista si presenta con un rosa sfumato che tende alla buccia di cipolla. L’impatto olfattivo è fragrantemente vinoso, delicatamente fruttato e floreale, con sentori di rosa tenue. In bocca il sorso scorre lieve, fresco, pulito. Chiude su una base minerale.

ASCOLTO
Ascolto

Vino di punta, Ascolto è un aglianico ottenuto vinificando le uve provenienti dallo stesso vigneto della Morella.

Uva: aglianico 100%
Bottiglie:  4.000
Vinificazione: acciaio e legno

Color rosso rubino con toni violacei, al naso presenta note di frutti rossi, in prevalenza ciliegia sotto spirito, ribes e fragola che lasciano poi spazio alla spezia, al cioccolato e al tabacco. In bocca è voluminoso, sapido e di carattere, giusto equilibrio tra la freschezza e il corpo.

I vigneti e i vini della masseria

I nostri vigneti seguono come metodo di allevamento il guyot monolaterale. Abbiamo scelto una elevata densità di impianto per ridurre il vigore vegetativo e la produzione per pianta. Il vitigno prescelto è l’aglianico, la varietà regina delle regioni della Campania e della Basilicata. Si tratta di un vitigno originario della Grecia e portato in Italia dagli antichi colonizzatori che, al tempo della Magna Graecia, popolarono le coste della Campania e di altre regioni meridionali. Il nome Aglianico deriva con ogni probabilità appunto da ellenico, cioè greco. Dubourdieu, professore di enologia presso la Università di Bordeaux, ha scritto in un suo saggio che l’aglianico è probabilmente il vitigno al mondo con la più storia più antica.

Il nostro vino biologico può essere assaggiato in diversi modi: al nostro ristorante oppure in cantina, nel corso delle nostre degustazioni. Può essere acquistato nel nostro punto vendita oppure sul nostro sito e-commerce, www.morellabio.it.

IL VINO ASCOLTO

Il vino più importante ed ambizioso della nostra cantina si chiama Ascolto. I grappoli vengono raccolti tipicamente ad ottobre. La fermentazione del mosto dura tipicamente 16 giorni a temperatura controllata, seguita da una macerazione sulle bucce di 12 giorni. Al termine della malolattica il vino viene trasferito in barriques di rovere francese di secondo passaggio, per 12 mesi di affinamento. Dopo un ulteriore affinamento di un anno in bottiglia, il nostro vino è pronto per il consumo al ristorante o per la vendita. Il contenuto di alcool varia dal 12,50 al 13,50%, secondo l’annata. La certificazione biologica è rilasciata da ICEA. Una recensione indipendente si può trovare per esempio sul notissimo blog di Luciano Pignataro.